Il Prof. Luigi Rusciani sulla Stampa.it illustra le tecniche di ultima generazione per eliminare definitivamente i peli superflui

Il Prof. Luigi Rusciani sulla Stampa.it illustra le tecniche di ultima generazione per eliminare definitivamente i peli superflui

L’incubo della prova costume non ha solo a che fare con la forma fisica. Ma è anche una questione di peli superflui, che potrebbero spuntare inavvertitamente dal bikini o che, in aree particolarmente esposte, potrebbero risaltare sotto il caldo sole dell’estate.

Rasoio, creme depilatorie e ceretta permettono di tamponare i danni, ma dopo qualche giorno o settimana, ci si ritrova di nuovo al punto di partenza: gli uomini, ad esempio,con i peli da orso sulle spalle e le donne con piccoli spuntoni su gambe o viso

Non stupisce quindi il grandissimo interesse verso i metodi di epilazione duraturi o addirittura permanenti. Ma le informazioni sono spesso contrastanti e molto confuse. Funziona davvero? Quanto dura? Quale metodo scegliere? Estetista o dermatologo?

A rispondere a queste domande è uno dei massimi esperti di trattamenti laser, Luigi Rusciani, medico chirurgo specialista in dermatologia e chirurgia plastica, già direttore della clinica dermatologica dell’Ospedale Policlinico Gemelli di Roma.

«Oggi ci sono una miriade di apparecchiature che utilizzano la luce per colpire il bulbo pilifero e disintegrarlo, spiega Rusciani. «Ma non tutte queste macchine sono ugualmente efficaci e il successo della procedura dipende molto da chi la esegue», aggiunge. Le procedure più utilizzate sono la luce pulsata e il laser.

Con queste metodiche vengono eliminati i peli di colore scuro e non troppo sottili, in quanto assorbono più energia termica. Non sono invece efficaci con i peli bianchi o biondi. «Se l’epidermide, invece, è scura o abbronzata, c’è il rischio di creare ustioni perché l’impulso luminoso colpisce tutto quello che è scuro», spiega l’esperto.

LUCE PULSATA E’ MENO EFFICACE E MAGGIORMENTE DELUDENTE

Il metodo più usato nei centri estetici specializzati si basa su una tecnologia semplice, sicura e anche non eccessivamente costosa: la luce pulsata. «La luce pulsata viene emessa da apparecchiature che generano un fascio di luce molto intenso, erogato attraverso brevi impulsi, spiega Rusciani. «Questi impulsi, assorbiti dalla parte scura del pelo, ricca di melanina, vengono trasmessi al follicolo pilifero – continua – che viene così danneggiato. Questa tecnologia è però meno selettiva del laser dal momento che emette un fascio di luce che comprende diverse lunghezze di onda. Non consente inoltre le fini regolazioni che sono invece possibili con le apparecchiature laser

IL LASER E’ PIU’ EFFICACE, MA SOLO IN MANI ESPERTE

«Con il laser – spiega l’esperto – è possibile ottenere un’epilazione più efficace in quanto va ad agire più selettivamente sul bulbo pilifero eliminandolo». Il pelo si forma proprio nel bulbo,che si trova alla sua base, dove le cellule si moltiplicano e si allungano verso l’alto. «L’energia luminosa – sottolinea Rusciani – emanata dal laser è molto intensa e potente e riesce a penetrare, con un alto livello di selettività, in profondità dell’area da trattare. La luce viene assorbita dalla melanina presente nel fusto e per trasmissione termica passa ai follicoli che vengono così riscaldati e disintegrati. Tutto questo senza danneggiare i tessuti circostanti.

«L’importante è che a eseguire la procedura sia del personale specializzato», precisa Rusciani.

APPARECCHIATURE: LASER ALESSANDRITE E’ QUELLO DI PRIMA SCELTA

Esistono vari tipi di laser ognuno dei quali, soprattutto in relazione alla lunghezza di onda della luce emessa e della larghezza dello spot, possono raggiungere un certo grado di profondità. C’è ad esempio il laser a diodi. Si tratta di un’apparecchiatura che utilizza come componenti attivi dei semiconduttori, appunto i diodi, ed emettono un raggio a lunghezza d’onda variabile. «C’è poi il laser Neodimio Yag a 1064nm che è più idoneo per l’epilazione su pelli scure», riferisce Rusciani. L’apparecchio di prima scelta è invece il laser Alessandrite.

«Questo laser emette un fascio di luce con lunghezza d’onda pari a 755nm, utilizzando come recettore la melanina del fusto pilifero che trasporta alla radice del pelo il calore, provocandone la distruzione. sia attraverso una azione lesiva diretta che indiretta. mediante una ischemia secondaria alla fotocoagulazione dei vasi che irrorano il bulbo», spiega l’esperto.

CON IL LASER RISULTATI PERMANENTI, MA NON DEFINITIVI

«I risultati ottenuti con l’epilazione laser vengono considerati molto buoni in quanto, mediamente, si ottiene un diradamento dei peli pari al 70-80 per cento, mentre il rimanente 20-30 per cento si trasforma in sottile peluria», spiega Rusciani. I risultati e le percentuali variano a seconda del fototipo e delle zone trattate: fototipi chiari con peli scuri, ad esempio, rispondono meglio; mentre le zone particolarmente resistenti sono il dorso delle mani e delle dita.

INDICAZIONI E COSTI DEL TRATTAMENTO LASER

Le sedi da trattare devono essere prive di creme, profumi, deodoranti o qualunque prodotto che possa interagire con il fascio laser. La zona da trattare non deve essere abbronzata ed i peli, ad eccezione del laser a diodi, devono essere visibili. L’applicazione del laser,in soggetti particolarmente sensibili, può essere preceduta dallìapplicazione di una crema anestetica. Per ottenere l’effetto desiderato occorrono diverse sedute in base alla zona e al tipo di pelo da trattare. «Possono volerci dalle 4 alle 8 sedute», precisa Rusciani. «La frequenza delle sedute, invece, dipende – continua – dal ritmo di ricrescita dei peli che varia da persona a persona. Dopo ogni trattamento la peluria diminuisce del 15-20 per cento».

Il costo può variare notevolmente. «In generale si va dai 100/150 ai 500/700 euro a seduta, a seconda delle aree che si vanno a trattare», precisa Rusciani. Il totale dipenderà anche dal numero di sedute che andrà stabilito insieme allo specialista.

TRATTAMENTO INDOLORE E SENZA IMPORTANTI EFFETTI COLLATERALI

Il trattamento laser è generalmente indolore. «Si può avvertire soltanto una leggera sensazione di calore», spiega Rusciani. «Subito dopo il trattamento – continua – potrebbe comparire un arrossamento della pelle che varia in base al grado di sensibilità epidermica individuale, ed è dovuto appunto al fascio di laser».

Il rossore è temporaneo e scompare in breve tempo, eccezionalmente può persistere per qualche giorno. «La questione si complica invece se ci si espone al sole, perché la pelle subisce un piccolo trauma che la rende più sensibile alla luce. Meglio quindi evitare L’esposizione e le lampade UVA», sottolinea l’esperto.

E’ MEGLIO INIZIARE LE SEDUTE LASER LONTANI DAL PERIODO ESITIVO

«E’ consigliabile sottoporsi al trattamento nei periodi in cui l’estate è lontana – raccomanda Rusciani – cioè quando si è sicuri che non ci si abbronza.

Questo perché il laser, al fine di evitare effetti collaterali indesiderati, non viene utilizzato su soggetti abbronzati ed anche perché nei giorni immediatamente successivi al trattamento, quando la pelle potrebbe essere lievemente irritata, è bene evitare l’esposizione al sole».